Da anni assistiamo attoniti ed inermi davanti al continuo incremento di anidride carbonica nell’atmosfera e questo accade a causa dell’uso sconsiderato dei combustibili fossili prodotti a partire da materiale organico accumulato sul nostro pianeta nel corso delle ere geologiche. Oggi, grazie alla scoperta archeologica della Terra Preta, sappiamo che l’uomo può produrre a partire da scarti agricoli una forma di carbonio stabile per millenni: il biochar. Il biochar può costituire un’opportunità per invertire il flusso dell’anidride carbonica e sequestrarlo dall’atmosfera, in quanto la sua applicazione come ammendante risulta competitiva rispetto ad altre tecniche di sequestro del carbonio o può integrarsi con esse. In particolare il biochar può essere efficace in progetti di riforestazione, in quanto la pratica di trasformazione (tramite pirolisi) ed interro di parte della biomassa prodotta dalle piante può innescare un ulteriore feedback positivo, che consiste nel progressivo incremento della produttività del bosco indotto dall’apporto del biochar stesso.

Oltre a progetti su larghissima scala come quelli di riforestazione, l’impiego del biochar come ammendante può avvenire in agricoltura, in orti, in ambito florovivaistico, permettendo in tutti i casi di sequestrare carbonio, migliorare la fertilità del terreno ed aumentare la ritenzione idrica e di nutrienti del suolo (calcio, potassio e fosforo, in particolare). La capacità del biochar di legare anche l’ammonio e di rilasciarlo gradualmente all’apparato radicale delle piante comporta un miglior impiego dei fertilizzanti azotati con ricadute positive sia per gli agricoltori (soggetti a minori spese), sia per l’ambiente, in virtù della riduzione delle emissioni di protossido di azoto e del dilavamento di nutrienti dal terreno. Altri benefici derivano dal fatto che le elevate temperature, raggiunte durante il trattamento termochimico, assicurano la distruzione termica completa di patogeni eventualmente presenti in seno alla matrice iniziale; ad esempio, è possibile valorizzare anche materiale proveniente da frutteti che è necessario espiantare a causa di epidemie.

Oltre all’uso in tecniche di sequestro del carbonio nei suoli, il biochar è potenzialmente utile per svariate applicazioni, come ad es. il trattamento di acque reflue, la rimozione inquinanti da soluzioni acquose e dai suoli, la produzione di carbone attivo, i biofiltri, i supercondensatori ecc.

L’attività di RES è focalizzata sull’applicazione di processi termochimici di pirogassificazione per la produzione di syngas e biochar a partire da matrice organica, tramite condizioni controllate di processo. Il syngas è un gas combustibile di sintesi, mentre il biochar si presenta come un sottoprodotto solido altamente poroso, a grana fine, ricco di carbonio residuo stabile, molto simile al carbone di legna convenzionale.

Strumentazione

hardware

  • Pirolizzatore batch RES - 

    Il pirolizzatore sperimentale batch realizzato da RES, caratterizzato da un volume del reattore di 35 litri, è idoneo al trattamento di scarti e sottoprodotti lignocellulosici differenti per pezzatura, umidità e contenuto in ceneri. Il dispositivo è installato su una piattaforma di sostegno ideata per consentire lo scarico del biochar prodotto al termine di ogni batch di funzionamento.

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